
Si ritrovò in strada ancora frastornata dalle musiche dello spettacolo. Nel segreto del teatro, guardando quelle figure orientali avvolte dai coloratissimi costumi di scena, la sua mente aveva cominciato a viaggiare lontano su note provenienti da chissà dove. Il profumo dell'incenso e il tintinnare metallico dei pendagli delle danzatrici del ventre le avevano dischiuso il cuore, regalandole la piacevole inquietudine di chi è pronto a partire per un nuovo, lungo viaggio.
La pioggia cadeva rumorosa tra le auto impazzite e le luci dei lampioni che si riflettevano sull'asfalto. I pochi passanti correvano indifferenti cercando di sottrarsi a quel temporale improvviso. Lei, invece, sembrava non accorgersi deì goccioloni che le scivolavano sul viso e sui capelli sciolti. Il suo pensiero era volato lontano da quella notte piovosa di un'estate che tardava ad arrivare. Lontano dalle strade semivuote e squallide della periferia della grande città.
Camminando lentamente, non le importava di essere ormai completamente bagnata, raggiunse la fermata dell'autobus. Accanto a lei solamente un ragazzino scocciato ed un anziano signore malinconico, perso in chissà quale ricordo di una gioventù troppo distante.
Lei e loro, viaggiatori in moto verso un' unica direzione ma impegnati in viaggi così differenti.
Abbandonando per un istante le sue fantasticherie d'oriente, provò ad immaginare quale fosse il destino misterioso che l'aveva guidata fin lì, sotto quella pensilina, insieme a quegli esseri sconosciuti ed incomprensibili. Ma non trovò risposta. Quell'avvenimento faceva parte di quell'infinita serie di eventi banali che da sempre la avevano incuriosita e sui quali puntualmente si interrogava, incapace di trovare il filo conduttore che li legava alla sua vita.
Una macchina arrivò di corsa, sollevando l'acqua di una pozzanghera che le finì addosso come una doccia fredda interrompendo le sue riflessioni. Tornò a sognare terre calde e suoni e profumi orientali, così lontani da quella situazione, felice che quella serata le avesse portato in dono simili fantasie. Intanto la notte avanzava tutt'intorno, e la pioggia sembrava non volersi fermare.
Stanca di un'inutile attesa si sporse dal marciapiedi cercando di richiamare l'attenzione di un tassista distratto. Il suono acuto di una frenata improvvisa la avvertì che il taxi l'aveva notata. Salì in macchina indicando la destinazione all'autista impaziente e si richiuse nei suoi pensieri. Sul sedile posteriore di quella grande macchina bianca, chiudendo gli occhi e abbandonandosi al procedere lento e sobbalzante della strada trafficata, si immaginò membro di una carovana diretta verso luoghi impecisati ma stupendi. L'immagine di uomini e donne in fila che procedevano lentamente in terre deserte e asciutte sembrò riscaldare il suo corpo inzuppato e infreddolito. Una sensazione piacevole che durò troppo poco, prima che la voce rude dell'uomo che conduceva la vettura si risvegliasse a ricordarle che era arrivata. Pagò la corsa e si chiuse alle spalle la porta dell'auto. Poi si inoltrò nella stradina silenziosa che la conduceva verso casa. Fu colta di sorpresa dall'odore di curry e altre spezie provenienti da uno degli appartamenti del suo palazzo. Quel profumo così reale sembrò dare nuova vita ai sogni che l'avevano accompagnata fin lì. Inspirando profondamente, fu sicura che quella notte si sarebbe addormentata felice.
La pioggia cadeva rumorosa tra le auto impazzite e le luci dei lampioni che si riflettevano sull'asfalto. I pochi passanti correvano indifferenti cercando di sottrarsi a quel temporale improvviso. Lei, invece, sembrava non accorgersi deì goccioloni che le scivolavano sul viso e sui capelli sciolti. Il suo pensiero era volato lontano da quella notte piovosa di un'estate che tardava ad arrivare. Lontano dalle strade semivuote e squallide della periferia della grande città.
Camminando lentamente, non le importava di essere ormai completamente bagnata, raggiunse la fermata dell'autobus. Accanto a lei solamente un ragazzino scocciato ed un anziano signore malinconico, perso in chissà quale ricordo di una gioventù troppo distante.
Lei e loro, viaggiatori in moto verso un' unica direzione ma impegnati in viaggi così differenti.
Abbandonando per un istante le sue fantasticherie d'oriente, provò ad immaginare quale fosse il destino misterioso che l'aveva guidata fin lì, sotto quella pensilina, insieme a quegli esseri sconosciuti ed incomprensibili. Ma non trovò risposta. Quell'avvenimento faceva parte di quell'infinita serie di eventi banali che da sempre la avevano incuriosita e sui quali puntualmente si interrogava, incapace di trovare il filo conduttore che li legava alla sua vita.
Una macchina arrivò di corsa, sollevando l'acqua di una pozzanghera che le finì addosso come una doccia fredda interrompendo le sue riflessioni. Tornò a sognare terre calde e suoni e profumi orientali, così lontani da quella situazione, felice che quella serata le avesse portato in dono simili fantasie. Intanto la notte avanzava tutt'intorno, e la pioggia sembrava non volersi fermare.
Stanca di un'inutile attesa si sporse dal marciapiedi cercando di richiamare l'attenzione di un tassista distratto. Il suono acuto di una frenata improvvisa la avvertì che il taxi l'aveva notata. Salì in macchina indicando la destinazione all'autista impaziente e si richiuse nei suoi pensieri. Sul sedile posteriore di quella grande macchina bianca, chiudendo gli occhi e abbandonandosi al procedere lento e sobbalzante della strada trafficata, si immaginò membro di una carovana diretta verso luoghi impecisati ma stupendi. L'immagine di uomini e donne in fila che procedevano lentamente in terre deserte e asciutte sembrò riscaldare il suo corpo inzuppato e infreddolito. Una sensazione piacevole che durò troppo poco, prima che la voce rude dell'uomo che conduceva la vettura si risvegliasse a ricordarle che era arrivata. Pagò la corsa e si chiuse alle spalle la porta dell'auto. Poi si inoltrò nella stradina silenziosa che la conduceva verso casa. Fu colta di sorpresa dall'odore di curry e altre spezie provenienti da uno degli appartamenti del suo palazzo. Quel profumo così reale sembrò dare nuova vita ai sogni che l'avevano accompagnata fin lì. Inspirando profondamente, fu sicura che quella notte si sarebbe addormentata felice.
1 commento:
Ciao..complimenti..scrivi benissimo e fai vivere ciò che descrivi..
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